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Bhagavad Gita, il Canto del Beato

La Bhagavad Gita è la Quintessenza del Spiritualità Indiana, che dai millenni passati viene tramandata fino ai giorni nostri. È un tesoro inestimabile, un’espressione pura di Verità, il testo centrale della Mahabharata, un poema epico formato da diversi altri libri, la cui stesura viene attribuita al Saggio Vyasa. In essa sono contenuti gli insegnamenti spirituali che sono alla base della Manifestazione, che posso illuminare la Via del Ritorno alla Sorgente Unica per ogni sincero devoto che desideri ritrovarLa.

La Bhagavad Gita, o il Canto (Gita) del Beato (Bhagavan), racconta la storia di una guerra dinastica avvenuta in tempi remoti nell’India settentrionale, tra due rami della stirpe regnante di Hastinapura, i Pandava, legittimi sovrani, e i Kaurava usurpatori. Questo poema ha come protagonisti uno dei contendenti, Arjuna, della famiglia dei Pandava, e Krishna, nobiluomo di un regno confinante amico di entrambi i rivali e alleato di Arjuna. Krishna, imparziale, così come richiesto dai due principi, offre il suo esercito ai Kaurava, mentre offre se stesso per affiancare i Pandava ed il guerriero Arjuna, nel ruolo di auriga del suo carro nella battaglia. Mentre gli eserciti sono pronti allo scontro schierandosi, iniziando il rituale che precede lo scontro, Krishna conduce Arjuna in mezzo alle due armate prima dello scontro. Qui, alla vista di amici, parenti e maestri che attendono di scontrarsi, esprime il suo dolore, dichiarando a Krishna di voler desistere dalla guerra, in preda all’emozione e al timore di fare un errore. Di fronte alla disperazione di Arjuna, Krishna si rivela come l’incarnazione (Avatara) di Visnu, in sembianze umane, iniziando una precisa esposizione della dottrina della realizzazione del Sè, allo scopo di offrire all’uomo la conoscenza del giusto agire e della liberazione, nel compimento del proprio dovere terreno.

Questa opera meravigliosa ha il pregio, come detto, di riassumere tutti i contenuti della sapienza immortale, attraverso le istanze dell’uomo mondano, rappresentato dal principe guerriero Arjuna, alle prese con dilemmi etici e spirituali che continuano a riflettere le richieste esistenziali degli uomini di ogni epoca. Il suo interlocutore divino, Krishna, incarnato come Avatara di Visnu, Colui che preserva l’ordine dell’Universo, e che svolge il compito di illuminare e riportare alla corretta comprensione gli uomini desiderosi di Conoscenza. Visnu si mostra con lo scopo di rendere attuale ancora una volta la Verità delle Scritture e offrire occasione di riconoscimento della Realtà, non solo attraverso la speculazione filosofica pura, ma anche mediante pratiche yogiche o devozionali che assecondano le predisposizioni individuali di ciascun devoto. Tale insegnamento si realizza nella Conoscenza, puntando direttamente a fare dell’esperienza uno strumento di elevazione della Coscienza.

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