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Comunicare, aprirsi agli altri

La comunicazione, come ben è risaputo, permette di creare connessione e scambio di informazioni, ma spesso sfugge che tale processo avviene su diversi livelli, più o meno consapevolmente.

La parola è il fulcro della comunicazione, ed è lo strumento più potente a disposizione dell’essere umano. Essa deriva direttamente dal Suono Creatore, ossia l’AUM, esprimendosi attraverso la voce, sua diretta emissione e derivazione, espressione unica ed irripetibile che contraddistingue ogni persona.

Essendo uno strumento così potente va di conseguenza che va usato con molta cura, in quanto un suo uso superficiale può veramente creare disastri e situazioni non desiderabili. Occorre dunque consapevolezza e presenza ogni volta che si utilizza la voce.

La regola fondamentale da seguire è utilizzare la parola con il giusto intento, una motivazione pura che deriva dall’essenza individuale, che vuole il massimo bene per sé stessi e gli altri. Occorre inoltre definire e riconoscere i propri canali comunicativi, sia verso l’esterno che verso sé stessi; verso l’esterno per poter creare la giusta sintonia comunicativa, così come prendere atto di possibili distonie, ossia se l’intento comunicativo è diverso dal proprio; verso l’interno nel prendere consapevolezza della propria natura interiore. Conoscere la propria modalità comunicativa è fondamentale anche e soprattutto per non venir invasi e condizionati da quella altrui.

Se ci si esprime in questo modo autentico si potrà trovare manifestata, negli eventi, nelle situazioni, nelle persone che si troveranno e nei pensieri ed emozioni che si produrranno, tutta la propria essenza in totale risonanza. È proprio questo potere che contraddistingue la parola, quello di manifestare esattamente ciò che si comunica attraverso di essa. Fa da sé quanto sia fondamentale misurare la parola, ed esprimersi in piena armonia con la propria essenza, con un intento elevato.

Perchè quando ci esprime con la parola in maniera sbagliata, non solo si producono danni attorno a sé e agli altri, ma fondamentalmente ci si allontana da sé stessi, dal proprio intento, producendo in maniera inevitabile una realtà che riflette esattamente questa disarmonia, questa distanza dalla propria verità interiore.

Così, usare parole di odio, rancore, perfidia, rancore, malignità, rabbia, parole cariche di veleno emotivo, non solo produrrà dolore attorno a sé stessi, ma ritorneranno in maniera indiretta ma con lo stesso tipo di carico.

Usare la parola in maniera autentica ed impeccabile è una grande responsabilità, un gesto di amore verso sé stessi.

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