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Garudasana, la posizione dell’aquila

Garuda significa aquila, considerato il re degli uccelli, a cui dunque è intitolata questa posizione. Garuda, nella tradizione indiana, si diceva essere il veicolo della divinità Vishnu, il cui viso è bianco, il becco aquilino, le ali rosse ed il corpo d’oro. Garudasana stimola l’equilibrio, in quanto viene eseguita su una gamba sola, ed ha la peculiarità di portare sia le spalle che le anche in chiusura contemporaneamente.

Garudasana si esegue partendo dalla posizione di Tadasana, ossia il piedi eretti. Espirando si piegano le ginocchia portando la coscia sx sopra la coscia dx stringendola tra le loro, portando l’esterno del ginocchio sx a fare pressione sull’esterno del ginocchio dx, avvicinando la caviglia sx alla caviglia dx. Contemporaneamente, il gomito dx si posizione all’interno della piega del gomito sx, il gomito dx fa pressione sull’avambraccio sx in modo che gli avambracci aderiscono perfettamente consentendo ai palmi della mani di mettersi di fronte uno all’altro venendo a contatto, i gomiti sono più o meno all’altezza delle spalle. Mantenere la posizione per qualche minuto e ripetere sul lato opposto.

Garudasana sviluppa le caviglie, prevenendo i crampi ai polpacci, distende i glutei riportando armonia nella zona pelvica, rende le spalle morbide togliendo ogni rigidezza.

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