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Oltre il risultato, senza aspettative.

Ogni azione dovrebbe essere scelta e compiuta in completa libertà e consapevolezza, e soprattutto sganciata da ogni aspettativa riguardo il risultato che ne deriva: ogni frutto derivante dalle azioni compiute va sempre accolto con la massima serenità.

Fare a meno di ogni tipo di aspettativa comporta libertà dal coinvolgimento emotivo.

Confidare nella speranza ci mantiene agganciati alle aspettative, mentre sviluppare la Fede ci mette in contatto con un altro tipo di consapevolezza, quella che ciò che accadrà sarà perfetto per il proprio percorso evolutivo, e soprattutto con la certezza e perfezione di ciò che sta per accadere, anche se ora non lo si può vedere ancora.

Lasciarsi ispirare da una sana curiosità, che mantiene il desiderio di espansione, miglioramento, crescita, sempre pronti a ridisegnare il percorso restando nel qui e ora, pronti cioè a lasciar andare i desideri che non si manifestano, coltivandone altri più consoni, adeguati, reali.

L’azione disinteressata, ossia libera da aspettive, nello Yoga è tradotta in Karma Yoga.

Da la Bhagavad Gita

1) L’agire puro e distaccato . “…lascia dunque che le tue azioni siano pure Arjuna, libere dai legami del desiderio.”

Secondo il karma yoga bisognerebbe compiere le proprie azioni con mente pura e con un senso di distacco.

Questo principio è molto importante perché permette di agire e fare quello che la quotidianità ci chiede di fare in modo libero, con mente calma, con atteggiamento yogico e agendo senza attaccamento o avversione.

2) Azione al servizio del divino

“Attraverso il sacrificio tu onorerai gli Dei e gli Dei ti mostreranno il loro amore. È cosi, in armonia con loro, tu raggiungerai il sommo bene.”

E’ attraverso la dedica delle proprie azioni al divino che uno yogi agisce in modo corretto.

Se pensiamo che le nostre azioni sono compiute dal nostro “Io”, non facciamo altro che dare spago al nostro ego che si rafforzerà sempre di più causando non pochi problemi.

Se invece si pensa che le nostre azioni non appartengono a noi stessi ma che siamo solamente al servizio del divino, il nostro ego pian piano si indebolirà e si potrà sperimentare quell’unione con il tutto, il fine dello yoga.

Sicuramente per applicare questo principio c’è bisogno di sviluppare l’arte del lasciare andare che ho approfondito in questo articolo.

3) Agire senza aspettativa

“Chi tiene sotto controllo i suoi cinque sensi nell’azione, ma continua a pensare agli oggetti dei sensi, quello sciocco è chiamato ipocrita. Ma chi, o Arjuna, tenendo sotto controllo la mente comincia la disciplina dello yoga dell’azione, senza aspettative per i risultati, questi è superiore.”

Qui Krisnha dice ad Arjuna di tenere sotto controllo i 5 sensi perché sono proprio questi che portano il praticante fuori strada e di cercare di agire sempre senza aspettarsi niente.

Se si agisce con l’aspettativa, l’azione stessa è condizionata da quello che si vuole ottenere. Se invece lo si fa senza aspettarsi nulla, l’azione è incondizionata e totalmente libera.

4) Agire in presenza

“… Si dice che il potere dei sensi sia grande, ma ancora più grande è la mente, più grande della mente è Buddhi (la ragione), e più grande della ragione è il Sé. Comprendi quindi, come il Sé è al di sopra della ragione con la mente ferma nella realizzazione del Sé.”

La consapevolezza è di fondamentale importanza perché se non si è consapevoli dei propri pensieri, delle proprie emozioni e di cosa succede dentro di se è impossibile essere padroni delle proprie azioni.

Come si può controllare qualcosa di cui non si è consapevoli?

Ecco allora che la pratica dello yoga e della meditazione vengono in nostro aiuto.

E’ proprio grazie alla pratica costante infatti che si sviluppa una profonda consapevolezza di sé che è la base per poi applicare i principi del karma yoga nella quotidianità.

Benefici:

Il Karma Yoga è una via per usare nel modo migliore il potere della mente attraverso la meditazione nell’azione.

Praticare lo yoga dell’azione dovrebbe essere una normalità per chiunque faccia un percorso di consapevolezza di Sé e per chiunque segua una pratica yogica. Questo perché è nella quotidianità che si impara ad osservare se stessi.

I benefici che porta la pratica del Karma Yoga sono:

L’osservazione di sé stessi nell’agire attraverso la presenza attenta, cioè comprendere i capricci dell’ego, gli automatismi della mente, gli schemi mentali, i propri limiti e superarli.

Eliminazione dell’ansia di “fare” o nel “fare”, cioè se agisci senza aspettarti nulla, ma solo perché lo devi fare e lo vuoi fare, svanisce la così detta ansia da prestazione o da risultato.

Il prendere consapevolezza di far parte di un progetto più grande e di essere parte di un Tutto, per cui anche nei momenti no, c’è un senso. Questo porta significato alla propria esistenza.

Sviluppare la calma interiore nell’azione. Se agisci con consapevolezza e distacco non può esserci fretta nel fare quello che la quotidianità ti richiede.

Agire al meglio, cioè fare l’azione al meglio delle proprie possibilità, non per avere i complimenti o per i risultati ma perché è giusto così.

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