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Perdono, esprimere l’Amore Divino

Dal Mahabharata:

“Il perdono è santità; il perdono preserva l’unità dell’universo. Il perdono è la forza dei forti, il perdono è il sacrificio, il perdono è la calma della mente. Il perdono e la gentilezza sono le qualità di chi è padrone di se stesso e rappresentano la virtù eterna”.

Quanta verità nel definire il perdono come virtù eterna. Il perdono rende l’uomo più simile a Dio. La capacità di perdono fa parte della nostra “dotazione di talenti”, e siamo già abituati a esprimerla, generalmente verso noi stessi (nonostante qualche senso di colpa). Il passo evolutivo successivo è quello di vivere il perdono verso gli altri, considerando semplicemente questo: che ognuno di noi vive nella sua realtà, imperfettta e condizionata dall’illusione, dall’ignoranza di non riconoscere il vero e dall’incapacità attuale di applicare l’adeguato discernimento. Proprio per queste ragioni ognuno di noi agisce creando disarmonie, e ,purtroppo, generando dolore e sofferenza. Siamo tutti nelle stesse condizioni, nell’imperfezione attuale facciamo del nostro meglio e spesso non basta. Il perdono è riconoscere proprio questo, che comprendiamo che ogni “errore” può essere accolto e trasceso. Con l’amore che si esprime nel perdono, abbiamo la possibilità di creare situazioni ed effetti diversi, elevandoci e liberandoci dal dolore e dalla sofferenza. Perchè non provarci?

Dai Vangeli:

“Allora Pietro si avvicinò a Gesù e gli domandò: “Signore, quante volte dovrò perdonare il mio fratello che pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. Ho pregato intensamente per comprendere questo intransigente consiglio. “Signore”, protestavo, “è mai possibile?”. Quando la voce divina infine rispose, portò con sé un’umiliante illuminazione: “Quante volte, o uomo, ogni giorno Io perdono ognuno di voi?”.

L’esempio Divino è ciò che ci guida verso la perfezione. Cosi come un allievo prende esempio dal bravo insegnante che con coerenza e saggezza incarna ogni insegnamento condiviso, così il Divino ci mostra la perfezione a cui siamo destinati. È solo questione di tempo (per così dire visto che esiste solo su questo piano di esistenza!).

Dalla Bhagavad Gita (3,21).

“Qualunque cosa faccia l’essere superiore, gli esseri meno evoluti lo imitano. Il suo comportamento stabilisce i parametri del retto vivere nel mondo”.

Il Maestro incarna gli insegnamenti e da l’esempio affinchè gli esseri meno evoluti possano adoperarsi per imitarlo e crescere in quella direzione (chiaramente ciò vale anche per i “cattivi esempi”, che però bloccano la crescita, e portano all’involuzione ed alla “cristallizzazione”).

Dalla Bhagavad Gita (16,1-3).

All’inizio di questo canto, nei primi tre versi, il Signore Krishna elenca ventisei qualità che nobilitano la mente in ambito spirituale:

(16,1) “il Beato Signore disse: Coraggio, purezza di cuore, perseveranza, ….

(16,3)… radiosità di carattere, capacità di perdono, … sono i talenti di coloro che propendono al Divino.”

Darsi la possibilità di perdonare è un concedersi la possibilità di liberarsi, di proseguire il cammino senza continuamente voltarsi e recriminare, mantenere una direzione chiara e univoca al continuo crescere e migliorarsi, ad aprire il cuore al vero Amore che tutto accoglie e nulla respinge, a considerare gli altri con adeguata consapevolezza e buon senso, ad esser indulgenti nei loro confronti riconoscendo loro il tempo adeguato per correggersi, ed infine a darci il tempo ed il modo di imparare dai nostri presunti errori, affinchè ogni situazione ci renda migliori.

Dai Vangeli.

Gesù: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.

L’amore di Gesù era rivolto a tutti. È perfetto amore, come quello di Dio, che perdona sempre i suoi figli, pur conoscendo ogni pensiero cattivo di ognuno di loro. Così i grandi Maestri, che sono in perfetta armonia con Lui, amano tutti allo stesso modo.

E ora tocca a ciascuno provare a vivere nel cuore quella compassione che lenisce tutte le pene, le proprie e quelle altrui. La compassione apre la via del perdono.

Dalla Bhagavad Gita.

Sri Krishna “È uno yogi supremo colui che considera con equanimità tutti gli uomini…”.

Considerare ogni essere umano in maniera equanime è un chiaro segnale che nel proprio cuore dimora compassione e comprensione.

1 commento su “Perdono, esprimere l’Amore Divino”

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