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Satya – Sincerità

Dagli insegnamenti del Buddha

“Prima di parlare domandati se ciò che dirai corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile, ed infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire.”

Dagli “Yoga Sutra di Patanjali

“Quando il sadhaka (il praticante) è ben stabilito nella pratica della verità, le sue parole diventano così potenti che qualsiasi cosa dica si realizza. (2,36)”

Da “Supercoscienza” di Swami Kriyananda.

“Satya é evitare le falsità, significa “ascoltare”, qualsiasi cosa accada, in questo caso imparando ad accettare ciò che non può essere evitato e a sentirsi completamente a proprio agio con esso. Significa non giudicare. Significa sforzarsi di sentire, dietro il silenzio interiore, la rassicurazione dell’anima che tutto è bene ed è come dovrebbe essere. “

Da “Patanjali rivelato” di Swami Kriyananda

“Satya è non inganno, o veridicità, significa essere sinceri soprattutto col pensiero. La benevolenza è il criterio principale, perché la verità divina è sempre benefica. “

Da “Raja Yoga” di Swami Kriyananda

“La sincerità è un atteggiamento indispensabile se si vogliono superare le proprie convinzioni sulla vita. Il sentiero verso Dio non è altro che la liberazione dalle nostre illusioni.
Anche se è vero che le circostanze possono sempre essere migliorate, il primo passo verso quel miglioramento è riconoscere, e accettare, lo stato attuale delle cose. Possiamo solo lavorare con ciò che è.”

Da “il cuore dello Yoga” di T.K.V. Desikachar

“Satya è Verità. Satya significa ‘dire il vero’, ma in alcuni casi la verità non è necessaria se danneggia inutilmente un altro. Dobbiamo considerare bene cosa diciamo, come lo diciamo e che effetto hanno sugli altri le nostre parole. Se dire la verità ha conseguenze negative per un’altra persona, è meglio tacere. Il satya non deve mai porsi in contrasto con la regola dell’ahimsa. Il MahābhāŚrata, la grande epopea indiana, dice: “Di la verità piacevole, non dire le verità spiacevoli. Non mentire anche se si tratta di menzogne dolci all’orecchio. Questa è l’eterna legge del dharma” (dovere, valore etico).”

Commento

Quale è la Verità se non ciò che sto vivendo ora? Ciò che è vero è quello che vivo nel mio presente, oltre ogni mio giudizio, aspettativa, desiderio. Accogliere la Verità è riconoscere l’infinito momento presente. Ma non solo; la Verità è la mia natura più pura, il mio centro, la mia essenza. Rispettare la Verità è così un riconoscere ciò che si è “veramente“ e viverlo pienamente, oltre ogni possibile illusione o distorsione. Ed infine, riconoscere se stessi è riconoscersi nella natura divina, in Dio, Egli è Verità, e tutto viene poi di conseguenza. Se nego questa realtà, cado nell’illusione o menzogna.

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