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Servizio, gli altri sono Me, gli altri sono il Divino

Da “Affermazioni per l’autoguarigione” di Swami Kriyananda

“Il servizio dovrebbe essere donato con consapevolezza interiore al Signore, che dimora in tutte le creature”.

Dagli insegnamenti di Paramahansa Yogananda

“La vita dovrebbe essere dedicata principalmente al servizio verso il prossimo. Senza questo ideale, l’intelligenza di cui Dio vi ha dotato non assolve la sua funzione. Quando, servendo gli altri, dimenticherete il piccolo sé, percepirete il grande Sé dello Spirito”.

“Invece di continuare a rincorrere la vostra felicità personale, cercate di rendere felici gli altri. Dedicandovi al benessere spirituale, mentale e materiale del prossimo scoprirete che le vostre necessità saranno appagate. Dimenticando il piccolo sé per aiutare gli altri scoprirete che senza aver chiesto nulla il calice della vostra felicità sarà colmo”.

“La vostra completa disponibilità ad aiutare gli altri senza distinzione di sesso, credo o casta renderà il vostro cuore sufficientemente grande da accogliervi l’intera umanità. Una volta che l’amore di tutti gli esseri umani e tutti gli esseri viventi entrerà nel vostro cuore, sarà un unico cuore in Dio… Riconoscendo l’amore di Dio che arde in ogni lampada del cuore, vedrete e sentirete solo l’amore di Dio che scorre in ogni cosa e in ogni persona. Ogni volta che incontrate un essere umano ricettivo, dimostrategli con le azioni, e poi fategli sentire che siete interessati al suo benessere fisico, mentale e spirituale tanto quanto lo siete al vostro benessere generale. Non trascurate mai di fare per gli altri ciò che potete fare per voi stessi”.

“Smettete di pensare che state lavorando per voi stessi. Trovate Dio sforzandovi di identificare sempre meno le vostre attività quotidiane con ‘io’ e ‘mio’ e sempre di più con Lui. Ognuno di voi può compiere tutte le proprie attività nella consapevolezza di Dio; ad esempio mangiando non per voi stessi, ma per prendervi cura del tempio corporeo in cui risiede Dio; compiendo il vostro lavoro non con l’idea di un personale guadagno, ma come servizio reso a Dio, pensando a Dio”.

“Se lavorerete per il Divino Amato, la vostra vita sarà colma di amore e di forza. Dedicate interiormente a Dio tutte le attività della giornata e quando il lavoro è terminato, entrate in comunione con Lui nel tempio del silenzio”.

Dalla Bhagavad Gita, canto III “Karma Yoga

III,4 : “Nessuno raggiunge lo stato di inazione evitando di compiere azioni, Nessuno raggiunge la perfezione rinunciando semplicementa all’azione.”

III,6 : “l’individuo che controlla con la forza gli organi dell’azione, ma la cui mente ruota intorno ai pensieri degli oggetti dei sensi, viene chiamato ipocrita, uno che inganna se stesso”.

III,7 : “mentre l’uomo che disciplina i sensi con la mente, senza attaccamento, mantenendo saldamente i suoi organi d’azione sul sentiero del karma yoga, questi, o Arjuna, ha grande successo”.

III,19 : “compi dunque sempre le buone azioni materiali e le azioni spirituali senza attaccamento. Facendo tutte le azioni senza attaccamento, si ottiene il Supremo.

III,20 : “tutto ciò che fa un individuo superiore viene imitato dalle persone di livello inferiore. Le azioni sono d’esempio per la gente del mondo”.

III,26 : “in nessuna circostanza il saggio deve turbare le menti delle persone ignoranti attaccate alle azioni. Agendo invece con coscienza, l’essere illuminato deve ispirare nell’ignorante il desiderio per le giuste azioni.”

III,30 : “abbandona a Me tutte le azioni! Privo di egoismo ed aspettative, con l’attenzione concentrata sull’anima e libero da questa febbrile preoccupazione, combatti la battaglia dell’attività!

III,31 : “anche gli uomini che praticano costantemente i Miei precetti, pieni di devozione e senza criticismo, sono liberati da ogni karma.

III,38 : “come il fuoco è coperto dal fumo, come uno specchio è coperto dalla polvere, come un embrione è avvolto dall’utero, così la saggezza è ricoperta dal desiderio.”

III,39 : “o figlio di Kunti, il nemico costante dei saggi è il fuoco inestinguibile del desiderio, che nasconde la saggezza.”

III,41 : “perciò disciplina prima i sensi e poi uccidi il desiderio, il peccaminoso distruttore di saggezza e realizzazione.

Commento:

scoprire Dio attraverso gli altri. Nel percorso di ritorno alla casa del Padre, l’anima è chiamata a ritrovare la consapevolezza di essere quel Principio Spirituale che ha creato l’universo, e che si trova individualizzato in ogni anima, nell’illusione di essere separato da Sé. Il servizio agli altri, il farsi canale di una Volontà superiore e pura, il rimuovere ogni forma di attaccamento riguardo ogni frutto delle proprie azioni, la rinuncia al possesso ed all’identificazione con la propria parte egoica, sono i migliori viatici per andare oltre l’illusione della separazione tra anima e Spirito.

E come insegna Krishna nel canto III, nel servire, nell’agire, senza attaccamento, nell’ispirare a superare l’ignoranza con le giuste azioni, nello sconfiggere il desiderio, si ritrova il Supremo e la sua infinita saggezza.

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