Ed eccoci nuovamente assieme. Oggi è domenica 20 luglio e come ben sapete siamo negli ultimi momenti del periodo astrologico del Cancro, che a breve, proprio nei prossimi giorni, passerà il testimone al segno successivo, ossia al Leone. E così oggi vorrei con voi parlare, condividere riguardo proprio quali sono le qualità, le caratteristiche del segno zodiacale del Cancro. Non per ultimo, questa energia mi è particolarmente cara essendo anch’io nato in questo periodo, qualche giorno fa.
L’archetipo del Cancro ha un’energia prettamente femminile, il suo elemento è l’acqua e l’acqua ha anch’essa qualità femminile, è flessibile, adattabile, ma è anche passiva e soprattutto è incapace a muoversi autonomamente. E proprio queste caratteristiche già ci parlano un po’ dell’energia del Cancro. Ricordiamoci che pur avendo segni zodiacali diversi, una piccola parte dell’energia del Cancro risiede in tutti noi e possiamo riconoscerla se ci osserviamo attentamente.
Il periodo del Cancro rappresenta quella tappa evolutiva dell’anima nella quale abbiamo la possibilità di entrare in contatto con la nostra parte più profonda, ossia abbiamo la possibilità di riconoscere l’anima che è presente dentro di noi; questo grazie ad una delle qualità più importanti del segno del Cancro, ossia la capacità di sentire, la capacità di percepire. Questo deriva dalla sua sensibilità innata, che fa parte di questo archetipo e che non solo ci mette in contatto, come abbiamo detto con la nostra anima, riconoscendola come parte dello Spirito Creatore, ma anche e soprattutto con il nostro mondo emotivo, con le nostre emozioni. Perché alla fine, le emozioni sono un po’ il linguaggio della nostra anima. Il simbolo planetario del Cancro è la Luna; la Luna quando è crescente ha una forma particolare che ricorda una coppa, se la mettiamo in orizzontale diventa una coppa. Bene, la coppa è anche il simbolo dell’anima; quindi la Luna, simbolicamente, ricorda il mondo dell’anima. Ma la Luna è anche il mondo della mente, definisce la nostra personalità, ciò che ci piace o meno, è un contenitore dove ci sono i nostri sogni, i nostri ricordi, è la nostra parte egoica. Quindi la Luna rappresenta le nostre emozioni ma anche la nostra mente e più siamo nella Luna più siamo lontani dal Sole. Simbolicamente si dice che i Maestri vivono nella coscienza del Sole perché sono sempre presenti e consapevoli, quando invece la coscienza è nella Luna è dispersa nei sogni, nei ricordi, nei pensieri, nelle emozioni, ed è lontana da quello che è la sua vera realtà. Se vogliamo portare tutto questo nell’ambito della meditazione, la meditazione è anche un processo di purificazione della Luna, ossia occorre trasformare la Luna, portandola dalla sua parte emotiva e reattiva, verso la sua parte intuitiva. Questo il processo che ci porta sempre più a contatto con l’anima. La Luna rappresenta l’anima proprio per questo motivo, perché attraverso la presa di coscienza delle proprie emozioni, dei propri pensieri, si può iniziare il cammino verso la parte più profonda di noi.
Un altro simbolo del Cancro è la relazione che c’è tra madre e figlio. E’ l’amore più puro che possiamo vedere attorno a noi, è un po’ come se la relazione tra madre e figlio ci ricordasse, qual è l’amore incondizionato a cui tutti vogliamo aspirare, che vogliamo raggiungere il prima possibile, la capacità di amare in quel modo. Bene, il rapporto tra madre e figlio è anche e soprattutto appartenenza reciproca, connessione e anche questo fa parte dell’energia del Cancro. Se andiamo a guardare il glifo del Cancro, ossia il simbolo grafico, è sostanzialmente un 69 messo in orizzontale: questo simbolo parla di continuità, di simbiosi. Ecco, la simbiosi è un aspetto molto interessante dell’energia del Cancro perché il Cancro tende a creare relazioni e rapporti proprio di questo tipo, come se l’ideale dell’amore tra madre e figlio fosse continuamente ricercato nelle relazioni. Questo potete ben capire come possa portare verso situazioni difficili da affrontare perché le relazioni basate su questo principio sono destinate alla sofferenza. Stiamo arrivando a riconoscere qual è l’aspetto più difficile del segno del Cancro, ossia vivere l’abbandono. Proprio perché fatica a creare relazioni di reciproco vantaggio e crea relazioni basate sulla simbiosi, ciò comporta che nei legami, in queste relazioni andrà a vivere situazioni di dolore, di sofferenza proprio perché c’è sempre lo spettro dell’abbandono dietro l’angolo. L’abbandono non è altro che il distacco, il figli staccato dalla madre: questo distacco per il Cancro è la fine del mondo. Quindi il Cancro ha bisogno. da questo punto di vista, di imparare a stare nelle relazioni senza perdere il proprio centro, senza dimenticare chi è e qui arriviamo al punto più importante, la parte più interessante dell’energia del Cancro; il Cancro ha una forte esigenza interiore che è quello di ritrovare e riconoscere la propria identità. E’ come se il Cancro non sapesse chi è e quindi, continuamente, è in una fase di ricerca. Una ricerca che può durare anche tutta la vita; è in costante ricerca di sé stesso, soffre l’abbandono, è insoddisfatto perché questo conseguimento non riesce a raggiungerlo. Ma questa ricerca interiore deve stimolare il Cancro non solo a riconoscere la propria identità, ma a imparare a stare in piedi da solo. Ed è questa la lezione più importante che deve integrare il Cancro, imparare a essere indipendente, essere responsabile, a poter cavarsela da solo.
All’inizio dicevamo che l’acqua è incapace a muoversi autonomamente; ecco, il Cancro ha bisogno proprio di questo, di evolvere, di passare da una situazione di dipendenza come il figlio sempre nelle braccia della madre, ed affrontare il mondo, le prove, le situazioni autonomamente, in maniera indipendente, altrimenti sarà destinato sempre a vivere gli stessi schemi, a immergersi nelle relazioni perdendo se stesso, a dipendere dagli altri, dalle opinioni degli altri, dall’amore degli altri e in questo percorso evolutivo il Cancro ritroverà se stesso. Passa proprio da qui; quando il Cancro prende coscienza che può stare in piedi da solo, allora la sua ricerca interiore che tanto lo ha assillato, che lo ha portato spesso e volentieri nella sua vita a cercare se stesso, scoprirà dentro di sé quella parte divina che gli permette veramente di affrontare qualsiasi situazione con successo.
La ricerca della propria identità in realtà è ricontattare la propria anima, è ritrovare la consapevolezza di essere quell’anima, parte dello Spirito Creatore che tutto può, che può superare ogni ostacolo, che può restare in piedi autonomamente, che è responsabile delle proprie azioni e che può realizzarsi completamente. Ma finché non abbandona questi schemi di dipendenza sarà destinato a una costante ricerca che non porterà a nulla.
Come potete vedere un po’ queste qualità, queste caratteristiche ci appartengono, tutti noi per certi versi facciamo fatica a sganciarci da quelli che sono le nostre certezze per affrontare qualcosa d’ignoto che non conosciamo. Ed è proprio l’affrontare l’ignoto che ci porta a questa consapevolezza maggiore, a sapere chi siamo, a sapere di essere un’anima che cammina in questo mondo materiale e solo affrontare l’ignoto, solo permettendosi di stare in piedi autonomamente potrà crescere nelle proprie qualità, potrà riscoprire la propria divinità, potrà ricordarsi di essere figlio del Creatore.