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“Yoga, pratiche affidabili per la liberazione” Episodio 37 – 020626

Benvenuti all’inizio di questa nuova stagione con le nostre Condivisioni ed Ispirazioni. Questo podcast che ci sta accompagnando da circa un anno, poco più, e che vuole essere sempre un’occasione per condividere qualcosa che riguarda la spiritualità.

E nell’entrare in questa nuova stagione mi vorrei focalizzare un po’ di più su quello che è la tradizione e il significato dello Yoga.

Mentre nella prima stagione, spesso e volentieri, gettavamo uno sguardo ai significati astrologici, in questa nuova stagione vorrei con voi conoscere un po’ di più lo yoga, questo straordinario strumento di evoluzione che si sta sempre più diffondendo nella nostra società occidentale. E magari questi podcast e questi prossimi episodi saranno l’occasione per conoscerlo un po’ di più, comprenderlo meglio, in virtù anche del fatto che attorno a noi ci sono tante modalità di pratica, tanti stili diversi, e a volte anche un po’ di confusione riguardo quello che è il significato più profondo di quella che è questa disciplina. E in questa sorta di viaggio di conoscenza e di scoperta riguardo questa antica tradizione vorrei proprio partire dai suoi prologhi, dai suoi primi passi in linea molto generale per comprendere un po’ da dove arriva tutto questo.

E il punto di partenza è qualcosa di cui abbiamo già parlato per certi versi ed è la ricerca della verità che è una delle attività, diciamo così, delle domande, dei desideri che l’essere umano ha sempre cercato di esprimere e vivere affinché possa comprendere sempre di più qual è la sua natura e il perché si trova qui. Quindi la ricerca della verità deve passare per forza attraverso la sperimentazione.

E così nell’antica India, diciamo così, o comunque in quella parte dell’Asia dove nei millenni precedenti alla venuta di Cristo già c’era un grande sviluppo culturale e religioso, iniziarono delle sorte di indagini spirituali che si svilupparono fuori dal contesto religioso e tradizionale che in quelle civiltà si era affermato.

E queste indagini venivano portate avanti da delle figure particolari che definiamo con questo termine sanscrito Sramana che possiamo, come dire, definirlo come colui che si impegna e che ricerca con assiduità la verità. Sono coloro che cercano quello stato di liberazione mentre sono ancora in vita. E tutto questo si consegue tramite una diretta e profonda indagine interiore di come funziona il corpo e di come funziona la mente.

Questi Sramana erano asceti, rinuncianti, che vivevano la propria vita come un sacrificio, attraverso un grande impegno, una costante ricerca interiore; attraverso queste loro indagini vennero create col passare del tempo e con la sperimentazione, delle pratiche che venivano tramandate esclusivamente per via orale.

Questo tipo di indagini, di pratiche erano per lo più di natura sciamanica all’inizio: ma col passare del tempo, allo sciamanesimo venne affiancato una sorta di ricerca e di scoperte da un punto di vista psicologico, piuttosto sofisticate anche. E questa unione fra questi due aspetti uno più, come dire, trascendente l’altro molto più mentale diede alla luce dei principi e delle pratiche molto affidabili.

E sono proprio queste pratiche, frutto di questa ricerca, di questa continua sperimentazione su di sé che prese poi il nome di Yoga. Yoga in sanscrito significa unione, significa aggiogare, mettere insieme, riunificare. E tutta questa, questa continua ricerca interiore frutto di una continua introspezione, una continua ricerca di come funzioniamo, di come possiamo trovare le condizioni migliori per evolverci, raggiunsero e diedero vita a diverse intuizioni che riguardavano proprio la condizione umana.

E vorrei con voi condividerle in modo da comprendere ancora di più la portata di quello che questo lavoro, molto lungo, che si tramandava da maestro in allievo per diversi secoli, avevano, ci avevano come dire, avevano creato e che diventavano sempre più importanti delle intuizioni che ancora oggi possono essere definite sorprendenti. E queste intuizioni raccontavano di come la realtà in cui viviamo noi esseri umani è per la maggioranza dei casi viziata da dei sottili ma significativi errori di percezione. E questi errori di percezione si stabilizzano in una serie di catene di pensieri che impediscono all’essere umano di vedere correttamente la realtà.

E questo produce di conseguenza dei comportamenti, chiamiamoli devianti, non saggi, che portano alla sofferenza. E la sofferenza possiamo definirla un po’ il punto di partenza e un po’ quello che i primi ricercatori avevano visto come ciò da cui sfuggire, ciò da cui liberarsi. Ed il confronto con questa sofferenza in particolare è stato approfondito dalla cultura buddista e il buddismo, magari non tutti lo sanno, deriva proprio dalla tradizione dello Yoga.

Ecco, il buddismo si è specializzato nel confronto, nel andare oltre e sconfiggere questa sofferenza. Torniamo alle nostre intuizioni che ci sono state tramandate da questa continua ricerca interiore. Queste catene di pensieri di cui parlavamo prima inibiscono lo sviluppo del nostro potenziale e limitano la nostra mente.

E per migliorare tutto questo, di fronte a questa situazione limitante, occorre cambiare prospettiva. E quindi lo Yoga ci mette davanti una serie di strumenti che possiamo utilizzare per liberarci da queste abitudini, da queste catene di pensieri che ci portano alla sofferenza in modo che possiamo vedere meglio e possiamo cambiare direzione. Lo Yoga è sì un processo di liberazione, ma richiede un certo sforzo, richiede una continua introspezione, richiede lo sviluppo di particolari abilità mentali e fisiche.

Ma quello che è straordinario è che è alla portata di tutti. Quindi quando ci liberiamo dalle cattive abitudini la mente può meglio sviluppare il suo potenziale e può accedere a quei livelli più sottili e trascendenti che abitualmente non poteva raggiungere. La mente così lavora in maniera diversa, letteralmente si illumina, acquisisce saggezza e quando siamo guidati dalla saggezza le nostre scelte cambiano, migliorano e con queste la nostra qualità di vita.

E quindi questi primordiali yogi, chiamiamoli così, hanno trovato quel processo formato da una serie di pratiche che ci permettono di uscire da quel da quell’ingranaggio, da quell’abitudine che genera illusione e che ci impedisce di vedere la realtà per quello che è. E quindi, grazie al contributo di questi nostri antenati spirituali, abbiamo la possibilità ora di avere degli strumenti pratici che ci possono far sviluppare saggezza; una saggezza che va applicata e che si sviluppa sempre di più attraverso l’osservazione e l’esperienza diretta. Perché alla fine non basta sapere, conta solo mettere in pratica, conta anche come mettere in pratica. La saggezza è fine a se stessa se non viene sostenuta da un corrispondente modo di vivere, un coerente modo di vivere che esprime appunto questa saggezza. E lo Yoga, infine, andiamo in conclusione a questo nostro episodio, è quell’insieme di strumenti pratici che ci aiutano ad diradare quella nebbia che ci impedisce di fare scelte sagge, che ci impedisce di vedere la realtà esattamente per quello che è. Per questo motivo che lo Yoga è un insieme di pratiche che ci portano alla liberazione, ed è alla portata di tutti, ognuno di noi può trarne beneficio.

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