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“Consapevolezza – per ritrovare me stesso” Episodio 17 – 211025

Nuovo episodio riguardo le nostre condivisioni ed ispirazioni. In questo appuntamento ci dedichiamo ad approfondire, a comprendere un po’ di più, una parte fondamentale dello yoga, ma anche della nostra vita, ossia la consapevolezza.

Come possiamo definire consapevolezza? Personalmente la potrei definire un’attitudine. Una capacità e propensione a percepire il momento presente. Sentiamo che la consapevolezza fa parte di noi, che agisce in noi. Sappiamo anche che la consapevolezza ha a che fare con la nostra presenza, con essere completamente focalizzati in ciò che accade, in ciò che sentiamo, in ciò che pensiamo, in ciò che percepiamo, istante dopo istante. Sappiamo anche che la consapevolezza può essere di diversi livelli o di diversi gradi, può essere superficiale o più profonda.

Possiamo anche sapere che la consapevolezza più è centrata su noi stessi, più cresce; attraverso il suo utilizzo, quindi, tende a diventare più forte, più intensa. E’ come se fosse di per sé un muscolo. che possiamo allenare proprio attraverso lo stare presenti. Possiamo infine immaginare che la consapevolezza può raggiungere la perfezione solo quando si fonda sulla sorgente da cui proviene. Ecco questa è la parte più interessante, più significativa che riprenderemo verso la fine del nostro episodio, la consapevolezza quindi ha radici che vanno oltre il nostro essere.

Molti sanno che yoga e consapevolezza vanno di pari passo, quindi consapevolezza ha a che fare sia con lo yoga, sia con lo stato di meditazione che è un po’ il culmine della pratica yogica. Lo yoga può essere semplicemente definito come un processo di reintegrazione, quindi un processo che ci aiuta a riportare in unità ciò che è stato separato. Così, in questo ambito, la consapevolezza diviene preziosa, perché la consapevolezza partecipa a questo processo.

Aggiungiamo alla consapevolezza, inoltre, la sua tendenza a portare tutto ad unità e l’unità è sinonimo di guarigione, appunto di integrità. E’ facile, così, dedurre che più siamo consapevoli più tendiamo all’interezza, più siamo sani, più siamo completi anche da un punto di vista più sottile. Siamo completi sul piano divino e quando siamo in quell’ambito sappiamo che i limiti scompaiono ed è chiaro che la consapevolezza ha molto a fare con la spiritualità.

Troviamo così un’altra caratteristica della nostra consapevolezza, in quanto essa aiuta ad innescare quel processo che ci porta verso stati di coscienza sempre più elevati. Tutto ciò avviene, si raggiunge, passa attraverso una continua integrazione del corpo, in tutte le sue parti, anche nelle aree cerebrali. C’è integrazione da un punto di vista emotivo, mentale. La consapevolezza produce tutta una serie di effetti tangibili che ci portano verso questo stato di unità, di integrazione, andando oltre ogni forma di separazione. Possiamo aggiungere che la consapevolezza ci porta oltre la separazione divenendo tendenza ad andare oltre; essa integra e va oltre, mette assieme, riassembla, passa avanti, in un processo che ha a che fare con l’autoriconoscere noi stessi, portando a conoscere noi stessi su piani sempre più elevati, sempre più liberi da ciò che in precedenza ci limitava.

Abbiamo accennato prima che consapevolezza genera presenza, ma al tempo stesso la consapevolezza si nutre della stessa presenza. Così, entrambi, consapevolezza e presenza, si accompagnano e ci accompagnano nelle continue evoluzioni interiori e personali che tramite di esse possiamo raggiungere. Qui giungiamo ad una buonissima comprensione, ossia che solo attraverso il nostro essere possiamo aggiungere, raggiungere, accogliere, cogliere verità e conoscenze superiori attraverso le quali possiamo realizzarci.

L’abbiamo accennato all’inizio, lo riprendiamo qui verso la chiusura nel nostro episodio. La consapevolezza è, infine, riconoscere da dove proviene; la consapevolezza non ci appartiene ma ne siamo un tramite. E’ come se la consapevolezza vivesse e si esprimesse attraverso di noi, ma non la possiamo possedere. E’ come se attraverso di noi il Cielo potesse riconoscere la realtà che ha creato; ed è come se noi fossimo una finestra attraverso la quale il Cielo possa vedere se stesso di per sé.

È bellissima questa comprensione. La consapevolezza è uno strumento importantissimo e lo possiamo sviluppare quotidianamente; il modo principale attraverso il quale possiamo viverla, farla crescere, migliorarla, è proprio la meditazione.

Ogni volta che ci sediamo a meditare abbiamo l’occasione di far crescere, di tornare sempre di più a essere tramite di questo Cielo che ci dona consapevolezza per poterla vivere sempre di più, espanderla, includendo tutto in un’unica realtà, quella che appunto il Cielo vuole riconoscere attraverso di noi.

Sta a noi ora darci la possibilità di far crescere questo strumento, questa capacità, questa realtà dentro di noi. Più cresce, più ritroviamo noi stessi.

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