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“Sorvegliare le proprie reazioni” – Episodio 25 – 110126

Ben ritrovati, nuovo episodio con le nostre condivisioni ed ispirazioni.

Oggi è domenica 11 gennaio 2026 e questo episodio vuole proseguire il filo logico dettato dall’episodio precedente, nel quale abbiamo parlato delle nostre responsabilità riguardo alla nostra esistenza, al nostro percorso evolutivo. Abbiamo ripreso e osservato meglio la legge dello specchio e di come si integra con la legge del karma, ossia la legge di causa-effetto.

Entrambe queste leggi partecipano appunto al nostro percorso evolutivo, stimolandoci, ispirandoci e anche, da un certo punto di vista, obbligandoci. Alla fine l’anima sceglie ed è obbligata anche a tornare nella materia per proseguire il proprio piano di studi. Immaginiamo la nostra esistenza come una classe di una scuola in cui il nostro maestro porta avanti il nostro programma, ce lo spiega, ci fa fare dei compiti in classe, verifica il nostro grado di apprendimento, in modo che l’anima possa ritrovare, riscoprire le proprie qualità. In altri termini ritrovare i propri talenti e far riemergere completamente la luce di cui è composta.

Ed è proprio grazie al confronto con la materia che ciò può avvenire: ogni volta che ci incarniamo abbiamo questa possibilità. Il confronto con la materia, inevitabilmente, ci obbliga a crescere e questo ritornare, questo obbligo, è dettato dalla legge del karma, la legge di causa-effetto. Ogni nostra azione prevede un effetto corrispondente, una conseguenza e ciò può avvenire subito, dopo qualche tempo, dopo molti anni o addirittura nelle prossime vite.

Ogni volta che ci incarniamo quindi portiamo con noi quello che possiamo definire il karma residuo, quelle conseguenze delle nostre azioni passate che ancora non abbiamo vissuto ed in realtà ciò corrisponde matematicamente all’energia che ci circonda nel momento in cui e nel luogo in cui veniamo al mondo. C’è una legge che dice che ogni cosa che accade nella materia si permea dell’energia che c’è in quel momento e questa energia contraddistinguerà questa cosa, questo evento, per tutta la sua esistenza: anche per noi vale questa legge.

E qual è quell’energia che ci contraddistingue per tutta l’esistenza? Non è altro che la somma delle energie planetarie presenti proprio in quel momento, in quel luogo in cui veniamo al mondo.

In base alla posizione dei pianeti, in quel momento e in quel luogo, si crea un certo tipo di energia che corrisponde come abbiamo detto al nostro karma residuo. Un grande astrologo del passato, il cui nome era Sri Yukteswar, maestro di Paramahansa Yogananda, diceva che l’astrologia è lo studio di come l’essere umano reagisce all’energia dei pianeti, quindi ciascuno di noi portando con sé questa energia, particolare ed unica, sarà chiamato ad interagire con essa e trovare lo stimolo per la propria evoluzione. Quindi ogni pianeta parteciperà in maniera diversa a determinare questa energia, che è nostra responsabilità: questo perché, come abbiamo detto, corrisponde al nostro karma residuo, ossia alle azioni compiute in passato che non hanno ancora trovato manifestazione. Così il nostro piano di studi non è altro che il nostro interagire con questo imprinting, con questa matrice energetica che ci obbliga a fare dei passi avanti, il confronto con tutte le situazioni attorno a noi che sono il risultato di questa matrice energetica che ci porterà a crescere, a evolvere.

Certo da un punto di vista superficiale alcune situazioni, alcuni programmi di studi possono sembrare più impegnativi di altri, a volte ci possiamo sentire sopraffatti da ciò che questa energia ci obbliga a vivere, anche perché dobbiamo ricordarci che questa energia è dinamica, continua a cambiare intensità, continua a cambiare proporzione nel modo in cui si esprime in relazione al fatto che i pianeti continuano a muoversi nel cielo, dando stimoli diversi- E questi stimoli sono sempre in funzione di questa matrice: quindi ci saranno dei momenti della nostra vita in cui saremo più o meno sopraffatti da quello che accade. A volte le condizioni possono apparire così difficili da metterci in crisi, da sentirci appunto sopraffatti, ma questo era già stato previsto, nel piano di studi che avevo prima citato comporta anche quelle fasi. Perché l’astrologia è lo studio delle risposte dell’essere umano all’energia dei pianeti? Semplicemente perché l’essere umano è chiamato ad emanciparsi da queste energie, a non farsi più influenzare, sopraffare da queste energie. Questa emancipazione passa necessariamente dal crescere in consapevolezza. Che cosa vuol dire? Di rendersi sempre più conto che ciò che accade attorno a noi è come un’illusione, un film che scorre davanti ai nostri occhi, mentre la realtà è molto diversa. Ciò che accade attorno a noi, come abbiamo detto, è in funzione di quello che c’è dentro di noi, è come un simbolo, qualcosa che ci rimanda a un significato più profondo. Abbiamo bisogno di disidentificarci il più possibile da quello che accade, altrimenti i pianeti ci afferrano, ci posseggono ed è interessante notare come nella lingua sanscrita i pianeti vengono chiamati Graha, che significa proprio possedere, ha a che fare con l’attaccamento. Ecco, più siamo identificati con la materia, più i pianeti hanno forza nei nostri confronti, ci possono possedere meglio, e quando siamo posseduti dai pianeti siamo posseduti dalla loro energia; e se la loro energia in questo momento è forte ci sentiamo sopraffatti.

Ad esempio Saturno che viene chiamato anche il signore del karma (non a caso), è un pianeta che toglie, che elimina quello che è superfluo, ma questo superfluo ha sempre a che fare con il nostro percorso evolutivo. Se stiamo identificati con la materia e ci viene tolto parecchio saremo posseduti dall’energia di Saturno, ci sentiremo sopraffatti perché ci viene continuamente tolto qualcosa. Se, invece, siamo identificati col nostro Spirito, con la nostra anima, siamo consapevoli che quello che ci viene tolto non ci serviva e ci sentiremo più leggeri.

Vorrei concludere quest’episodio con un augurio, col darci una nuova prospettiva, in modo che possiamo ancora di più vedere ciò che accade attorno a noi come un’espressione materiale, un’interazione con la materia, niente di più; trovando sempre più certezza nel riconoscerci in quell’anima che ringrazia per le esperienze che accadono attorno a sé, affinché possa fare ancora un passo avanti, possa diventare ancora più luce, possa crescere costantemente.

Dobbiamo diventare dei semplici vigilanti o sorveglianti delle nostre emozioni, dei nostri pensieri, di come stiamo reagendo a ciò che accade, è lì la chiave di tutto, ne parleremo ancora sicuramente, dobbiamo sorvegliare le nostre reazioni e liberarci dalle nostre reazioni, altrimenti la materia e l’energia dei pianeti che ci circonda costantemente ci sottometterà, saremo sopraffatti dalla loro energia, dalla loro intensità e ci sentiremo perduti, ci sentiremo costantemente in balia. Ma ricordiamoci, la responsabilità di ciò che accade è nostra, solo nostra, possiamo scegliere se continuare a seguire ciò che accade attorno a noi o ritornare dentro noi stessi e ritrovare ciò che siamo veramente.

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