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“Capricorno – solo ciò che è importante” – Episodio 26 – 220126

E ben ritrovati. Oggi è il 22 gennaio, siamo al confine ultimo del segno del Capricorno, questo per l’astrologia occidentale, mentre siamo proprio all’inizio quasi dello stesso segno secondo l’astrologia vedica.

Introducendo questo segno zodiacale non possiamo che parlare del suo pianeta reggitore per eccellenza, che è Saturno, uno dei pianeti più temuti dalla maggior parte delle persone, proprio per alcune sue caratteristiche che non ci piacciono per nulla. Saturno è il signore del karma; e già questo rende l’idea di quanto sia il potere di questo pianeta, di quanto sia temuto. In realtà spesso si sottovaluta quanto prezioso sia questo pianeta.

Il segno del Capricorno è il culmine dell’elemento Terra lungo il nostro Zodiaco, quindi per Terra possiamo intendere la Materia ed è per questo che nel Capricorno si giunge al compimento della Materia e per certi versi richiama l’idea della realizzazione che ciascun’anima deve compiere e raggiungere nella Materia.

Che cosa significa? Che ogni anima è chiamata a fare conti anche con la Materia e a trascenderla, soltanto dopo averla conquistata completamente. Ed è per questo che questo segno, questa energia, hanno a che fare con la realizzazione: è come se la Materia fosse un limite da raggiungere e poi superare, andando oltre la Materia stessa.

Il simbolo grafico di Saturno ricorda come la Materia, proprio in questo ambito, sia sopra la parte animica, come se l’anima dovesse scalare questa montagna per conquistarla e superarla. L’energia del Capricorno ha a che fare anche per altri versi con l’idea della montagna. L’energia del Capricorno spinge l’anima proprio verso la vetta, così in alto da trovarsi praticamente soli: ed è per questo che l’energia del Capricorno appartiene all’archetipo del lavoro, agli stakanovisti, a coloro che fanno dalla loro professione la loro vita e diventano quella professione. Si identificano con quello che fanno, col lavoro che fanno, così tanto da raggiungere le vette, le vette più alte, grazie alla loro abnegazione, alla loro costanza, alla loro disciplina. Ed il Capricorno di disciplina ne ha molta: è costante, focalizzato, vuole raggiungere il suo obiettivo e ci riesce.

Saturno, dicevamo, è il signore del karma e come signore del karma porta a compimento, porta a raggiungere quell’effetto che le azioni del passato stanno attendendo, è come se Saturno portasse a chiudere cerchi, a completare esperienze, a completare progetti, a compiere le cose. Quindi se da un punto di vista è un’azione che ci sottrae, ci riduce all’essenziale, ci toglie o, da un altro punto di vista, ci libera del superfluo, dall’altro ci permette di raggiungere il pieno compimento delle nostre azioni, facendo spazio per nuovi progetti, nuove azioni, che verranno portate avanti.

Senza la presenza di Saturno non si potrebbe cominciare qualcosa di nuovo, perché prima bisogna completare ciò che deve ancora essere completato. Saturno, simbolicamente, è la divinità Shiva, dacente parte di quella che viene chiamata Trimurti, cioè le tre divinità maggiori del pantheon induista composta da Brahma, Vishnu e Shiva appunto. Shiva è colui che distrugge: ma non solo. Completa, porta a compimento, termina. In questa triade di divinità Brahma è colui che inizia, che porta le cose in manifestazione, colui che crea; Vishnu invece è quello che mantiene e fa proseguire la creazione; Shiva è colui che la termina, la fa cessare, la fa finire. Se, dunque, guardiamo a questo tipo di energia, è il culmine, il raggiungere l’apice. Così l’energia del Capricorno è maturità, è sapienza: attraverso il Capricorno la coscienza compie e si realizza nella materia e non ha più bisogno della materia, può andare oltre e sarà il prossimo passaggio lungo il percorso dello Zodiaco.

Il Capricorno si concentra su se stesso, si isola, si riduce all’essenza perché l’essenza è Spirito, è l’anima come piccola parte dello Spirito nel quale la materia è diventata superflua: così, attraverso questa energia, si sente la necessità di eliminare, di tagliare, di ridursi a ciò che è necessario e non di più. Attraverso l’andare oltre la materia il Capricorno ci suggerisce un’idea di libertà, una liberazione che diventerà ancora più evidente nel prossimo segno, l’Acquario.

Capricorno è un segno di responsabilità, ma anche di umiltà da un certo punto di vista. Quando invece questo segno esagera, diventando troppo concentrato, troppo focalizzato, può dare vita a qualità poco elevate, si può lasciare spazio alla severità, alla freddezza, all’insensibilità e qui vorrei fermarmi un attimo e agganciarmi al segno del Cancro che sulla ruota è esattamente all’opposto rispetto al Capricorno.

Perché il cancro? Il Cancro, l’abbiamo visto in qualche episodio precedente, è un segno in cui l’anima impara a sentire, a percepire, a leggere attraverso le emozioni, a vivere le emozioni creando una sensibilità, una certa sensibilità. Ecco, il Capricorno che è all’opposto e quindi ha un’energia diametralmente opposta, quando viene vissuto in maniera poco evoluta, deriva verso un’insensibilità, una difficoltà a sentire col cuore, a comprendere col cuore, fatica a provare empatia, a sentire gli altri: il suo cuore diventa duro, fatica a vivere i sentimenti, a percepirli, a tal punto da non sentire neanche più sé stesso. Ci si scollega da sé stessi per identificarsi in un ruolo che viene portato all’ennesima potenza.

La tendenza del Capricorno ad andare in alto, a puntare sempre più in alto, lo porta a trovarsi in cima a una vetta, ma come sappiamo in cima alle vette, è come se fosse deserto, non c’è più vegetazione, c’è solo solitudine, c’è solo secchezza. Quando il Capricorno vive, la sua energia a un livello basso può sfociare anche nel dogmatismo, nella rigidità, nel seguire regole sempre più strette, in una disciplina esagerata, fuori scala, fuori contesto. Quando invece il Capricorno si eleva è pronto ad assumersi tutte le sue responsabilità, raggiunge piena maturazione, coerenza, integrità e la sua perseveranza, la sua affidabilità diventa un punto di riferimento per sé stesso, ma soprattutto per gli altri, caricandosi anche i problemi degli altri, affrontando le situazioni per risolverle a favore degli altri.

Il Capricorno è un segno di grande indipendenza, di autonomia, ha desiderio costante di farcela da solo, di stare in solo, ma deve fare i conti con il giusto equilibrio per non sfociare nell’insensibilità, nel dogmatismo, nell’eccesso di disciplina. Ha bisogno di mantenersi in contatto con gli altri, di sentire gli altri.

E questo è, in sintesi, l’energia di questo segno zodiacale, che proprio in questi giorni, come dicevo, ha raggiunto il suo culmine e ci sta ricordando di quanto sia importante raggiungere e compiere le cose, i progetti, le situazioni. Solo quando qualcosa giunge al termine acquista l’adeguato valore.

Saturno, reggitore del Capricorno, è a mio parere il più importante dei pianeti, il vero maestro, perché ricordandoci quanto abbiamo nella nostra vita di superfluo, togliendocelo, ci ricorda sempre di più di focalizzarci sull’essenziale, su quella parte spirituale, animica, che siamo chiamati a far crescere, a valorizzare. Saturno togliendoci tutto ciò che è superfluo ci obbliga a stare solo in ciò che ha valore, in ciò che conta e molto spesso non è quello che crediamo. Spesso confondiamo ciò che è importante con ciò che non lo è e qui sta la saggezza estrema di Saturno che viene trasmessa attraverso l’energia del Capricorno.

Imparare a riconoscere ciò che c’è di importante, ciò che c’è di essenziale, perché lì che c’è il tesoro che portiamo con noi.

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