Ben ritrovati a tutti. Oggi è lunedì 6 aprile e siamo all’indomani della Pasqua, è terminata la settimana definita Santa, la settimana della Passione e Resurrezione di Gesù Cristo. Oggi è l’episodio 33 e, casualmente, questo numero, richiama proprio la figura del Cristo che attraverso la sua storia, quello che è accaduto in questa settimana che ha portato alla sua morte, alla sua resurrezione, diventa un percorso simbolico per tutti noi, per l’umanità intera.
Questo percorso simbolico ci ricorda la sofferenza da un lato, la morte, ma soprattutto la rinascita e il ritorno alla luce.
Tutto quello che è accaduto in quella settimana diventa simbolo della nostra incarnazione, di come ciascuno di noi attraverso il confronto col dolore, la sofferenza, quel dolore che è generato dal contrasto, dall’inerzia della materia con cui costantemente siamo in contatto, permette ad ogni anima di evolversi, di crescere per poi rinascere nella luce, portando con sé un bagaglio di esperienze che l’ha resa migliore, che l’ha fatta crescere, che l’ha fatta migliorare. Così la nostra incarnazione, l’abbiamo già detto tante volte, è un po’ avere a che fare con la limitazione della materia: da un lato la nostra natura spirituale che ci porta all’espansione e dall’altro la materia che ci porta verso il basso, ci limita, ci condiziona. Ma Gesù, con il suo esempio, ci ha mostrato come lo Spirito comunque sempre vince sulla materia, superando ogni difficoltà, ogni sofferenza, ogni dolore, superando la morte stessa.
Così ognuno di noi, ogni giorno, sfida la materia, quella materia che continua a richiamarci verso i nostri istinti più bassi e ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere, di rivolgere le nostre azioni verso il bene, verso qualcosa di elevato, verso l’espansione, facendo morire proprio quelle spinte verso il basso e della materia che viene sconfitta, che muore, non lo Spirito che è immortale. E queste tendenze diverse che viviamo dentro di noi, ricorda il racconto della Bhagavad Gita, uno dei testi più ispiranti della tradizione induista. Questo testo parla della battaglia di Kurukshetra: in questa battaglia, simbolicamente combattuta da due fazioni, da due famiglie che si contendevano un trono, rappresentano proprio questa sfida che ognuno di noi vive giornalmente: fra le tendenze che ci portano verso il basso e quelle che ci portano verso l’alto. E’ un continuo vivere, ogni giorno, questo tipo di dualità. Attraverso questo nostro sforzo, o meglio, grazie allo sforzo che compiamo per elevarci sempre di più, sviluppiamo quella che viene chiamata la Coscienza Cristica. La Coscienza Cristica è uno stato di coscienza universale che Gesù Cristo ha incarnato perfettamente. E’ il Logos, come Giovanni narrava nel suo Vangelo, è il verbo di Dio che si è fatto carne ed è proprio Gesù.
La Coscienza Cristica è anche Intelligenza Divina, presente ovunque; è Amore Universale, la nostra capacità di compiere il bene senza condizioni; è Luce Divina, la natura del nostro Spirito; è Vibrazione Cosmica, che pervade tutto l’universo completamente permeandolo di Sé; è unione, senza distinzione; è visione, senza separazione; è anche realizzazione, come Gesù Cristo ha incarnato perfettamente dandoci un fulgido esempio di come l’essere umano possa diventare divinità. La Coscienza Cristica è anche il Figlio del Creatore, che sostiene tutta la Creazione, ma anche nelle nostre esperienze più personali, più profonde, più meditative. Quella Luce interiore che possiamo percepire proprio quando ci sediamo a meditare; è proprio quella Luce che possiamo intuire, a volte vedere chiaramente mentre meditiamo; è la Luce del Cristo dentro di noi.
Così ogni anima, quando raggiunge il livello di evoluzione da poter vivere e incarnarsi in un essere umano, ha tutti gli strumenti a disposizione per accelerare, per accedere a questa realizzazione.
E’ proprio questo il senso più profondo di questo periodo dell’anno, di questa Pasqua di Risurrezione: La nostra possibilità di realizzare dentro di noi questa qualità di coscienza, la Coscienza Cristica, la possibilità di realizzare il Cristo dentro di noi.