Vai al contenuto

“Dal pensiero alle ideologie” Episodio 14- 210925

Ben ritrovati. Nuovo appuntamento con le nostre condivisioni e ispirazioni. Oggi è domenica, 21 settembre 2025.

E come accade spesso, ultimamente, siamo in un momento astrologico interessante.

Oggi non solo è l’equinozio di autunno, ma è anche luna nuova, in Vergine, ed è in atto anche un’eclissi solare. E questo è dovuto al fatto che i nodi lunari, questi particolari punti nel nostro cielo, sono particolarmente vicini alla posizione del sole.

E quando è nato un’eclissi solare, simbolicamente l’oscurità sta coprendo un po’ la nostra luce. E quindi la nostra parte spirituale viene momentaneamente messa in difficoltà, limitando la nostra comprensione o semplicemente confondendoci le idee. Ed è proprio in merito a questo tema che vorrei con voi condividere oggi.

Partire dalla radice dei pensieri, osservare il modo in cui si possono strutturare, come idee, come ideologie, come credenze, e vedere assieme come questo possa influire sul nostro percorso, il modo in cui sta influenzando l’attualità, quello che accade intorno a noi proprio in questo periodo storico. E magari comprendere come possiamo uscirne e essere più lontani dagli effetti negativi di tutto questo.

Partiamo con ordine dall’inizio, dalla radice, dalla radice dei nostri pensieri.

E nel far questo vorrei citare il maestro Yogananda, Paramahansa Yogananda, che nel secolo scorso, nel servizio che ha reso all’umanità, parlando anche dei pensieri, ci ricordava come i pensieri, che possiamo per comodità chiamare forme pensiero, hanno in realtà una radice universale. Che cosa significa? Che non nascono nella nostra mente, ma la nostra mente in realtà li riceve. Immaginiamo la nostra mente come un’antenna che riceve degli impulsi, dei messaggi. La nostra mente riceve le forme pensiero che vagano nell’etere, li assorbe in relazione alla vibrazione, alla qualità energetica che ognuno di noi ha in quel momento.

E così, se la mia energia è particolarmente bassa, sono preda di momenti difficili della mia vita, in cui le cose non vanno per il verso giusto, di conseguenza i pensieri che attirerò confermeranno e saranno in linea con quel tipo di energia. E nella mente, nella mia mente scorreranno pensieri che hanno a che fare con questo livello di energia, con questa vibrazione bassa.

Così nel ricevere costantemente forme e pensiero attraverso la mente, veniamo costantemente condizionati nel nostro agire, nel proseguire lungo il nostro cammino.

Nel relazionarci agli altri ci esprimiamo, in base ai nostri pensieri, alle nostre convinzioni, credenze, che sono proprio frutto di questo continuo condizionamento che riceviamo dall’esterno, da queste forme pensiero. E col tempo le idee si strutturano sempre di più in credenze: e quando queste credenze accomunano più persone si vanno a creare quelle che vengono chiamate ideologie, modi di pensare, di agire, che accomunano più persone.

Quando pensiamo e parliamo di ideologie ci viene subito in mente la politica che si è basata spesso su queste aggregazioni di forme pensiero comuni. Nell’attualità, queste ideologie è come se avessero fatto un passo avanti, avessero per certi versi abbandonato la politica pur condizionandola ancora, ma abbiano trovato una dimensione ancora più universale. E queste ideologie tendono ad abbracciare il più possibile la società, le comunità, le masse, diffondendosi sempre di più.

La trappola di queste forme pensiero così strutturate è che tendono a polarizzare. Che cosa significa? A creare una continua dualità. Se lo osserviamo nell’attualità, in quello che sta accadendo negli ultimi anni, ma anche e soprattutto in questi giorni, siamo costantemente invitati a prendere parti di qualcosa, a fare il tifo: è come se ci portassero a scontrarci verso chi non la pensa come noi, verso chi ha un altro tipo di credenza, un altro tipo di ideologia, ritenendo che la propria sia perfetta e giusta. E dico giusta non a caso perché le ideologie spesso vogliono fare giustizia.

Il principio della giustizia sta alla base delle ideologie, perché l’ideologia di per sé vuole riportare ordine, giustizia, fare andare le cose meglio. Ma pur volendo raggiungere una nuova equità, una nuova giustizia sociale, ottengono l’esatto contrario, perché portano allo scontro, portano a censurare chi non la pensa come noi, portano a prevaricare in una continua estremizzazione nel creare continuamente conflitto e polarizzazione, a tal punto che si arriva a fare violenza, a uccidere in ragione delle idee. Le idee, in questo modo, non sono più al servizio dell’umanità, ma l’umanità diventa schiava di esse: ed è sotto i nostri occhi, costantemente, in ogni titolo di giornale, in ogni cosa che accade attorno a noi, per un posteggio, per quando si è in fila. Siamo costantemente chiamati a fare guerra chi non la pensa come noi, pensando che chi ha idee diverse sia la causa delle difficoltà proprie.

In questo contesto così difficile apparentemente, siamo chiamati ad uscirne, altrimenti saremo così immischiati nella materia da dimenticarci qual è il nostro percorso.

E per uscire da tutto questo, la prima cosa ha a che fare sempre con la mente, ed è piuttosto pratica, ossia ragionare, usare la logica e osservare qual è la vera realtà, che cosa sta accadendo, perché, usando la logica, uccidere per un’idea è la cosa più sbagliata che ci possa essere, ad esempio. Se uso la logica ho la possibilità, anche abbastanza velocemente, di uscire da questo tranello.

Un altro modo per uscire, ed è un po’ più profondo e spirituale, è ritrovare la nostra connessione alla voce del cuore.

E qui vorrei porvi una domanda, che in realtà è una domanda che pongo anche a me stesso. Quanto sono in grado di riconoscere e distinguere la voce della mente, che come abbiamo visto ha una radice che non ci appartiene, dalla voce del mio cuore?

Ecco, quando sono in grado di riconoscere la voce del mio cuore rispetto al frastuono della voce della mente, che mi porta in continuazione lontano da me stesso, allora ritrovando la connessione con il cuore, posso veramente agire per quello che è il mio percorso, compiere le scelte opportune, dirigermi verso ciò che è meglio e bene per me, ed uscire da questa trappola che mi vuole semplicemente portare ad odiare.

Alla fine, come esseri umani, come anime incarnate, il nostro obiettivo qui è semplicemente di re – imparare ad amare.

E se veniamo spinti ad odiare, stiamo sbagliando strada, siamo lontani dal nostro percorso e stiamo solo perdendo tempo creandoci ostacoli su ostacoli. E così l’invito alla fine di questo nostro episodio è provare a sedersi ed ascoltare qual è la voce del mio cuore, cosa mi sta comunicando e dove mi vuole portare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *