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“Dualità, il mondo degli opposti” Episodio 04 – 180625

Ben ritrovati a questa nuova puntata, questo nuovo episodio, questo appuntamento che ci stiamo dando da un po’ di tempo: per condividere idee, ispirazioni, suggestioni riguardo vari temi e questa sera il tema è parecchio interessante, parleremo di dualità, il mondo degli opposti. Per dualità intendiamo la creazione, questo mondo materiale in cui siamo incarnati: già perché la nostra anima tempo fa ha deciso di scendere su questo piano fisico, prendendosi vari corpi, non soltanto un corpo fisico, ce ne sono altri (magari ne parleremo un giorno), e fare un’esperienza nella materia. Stare nella materia è stare in una condizione particolare, confrontarsi con la materia significa avere a che fare costantemente con la luce e con l’ombra, queste sono le due grandi categorie che contraddistinguono la dualità. Queste due categorie possono essere poi declinate all’infinito, caldo-freddo, destra-sinistra e chi più ne ha più ne metta, buono-cattivo, soprattutto buono-cattivo in questi giorni va molto di moda, purtroppo per ragioni ancora poco chiare, il mondo sta cadendo ancora una volta nello scontro armato e quando ciò accade siamo calamitati verso il prendere una posizione, verso il prendere un’opinione, verso il giudicare ciò che sta accadendo e magari fare il tifo per una delle due parti, definire uno buono, l’altro cattivo: in base a quello che è il nostro modo di vederla cosa, di percepire la situazione. Ecco questo è un bellissimo esempio di cosa è la dualità, essere costantemente chiamato a prendere una parte, a scegliere una parte, a desiderare una parte, a combattere una parte e questo partecipare ci stimola costantemente a stare in quella che è la dualità. Nel confronto con la dualità facciamo esperienze, esperienze che poi ci fanno crescere da un punto di vista dell’anima (almeno lo si spera), sicuramente siamo molto, come dire, coinvolti. In alcuni momenti dobbiamo ripetere le esperienze perché facciamo fatica ad apprenderle. E’ questo costante contatto con la materia che ci stimola.

Abbiamo già parlato probabilmente di questo: beh il contatto con la dualità ci fa prendere una parte, dicevamo, e finché siamo in un corpo saremo costantemente stimolati a fare questo. Bene, il gioco si conclude quando scegliamo di non partecipare più a questo gioco, che questo non vuol dire disincarnarci ma da incarnati stare sopra le parti, andare oltre gli opposti, percepire che oltre ciò che è diviso c’è qualcosa che li unisce.

Ora facciamo un collegamento come spesso ci piace fare con il tema astrologico. Siamo nel momento dell’anno in cui i Gemelli sono la costellazione di riferimento, il Sole sta transitando in quella costellazione ed i Gemelli sono il punto dello zodiaco in cui l’anima fa proprio esperienza della dualità, la riconosce come esperienza da fare, la vuole integrare, la vuole vivere e l’esperienza della dualità viene fatta attraverso la mente, che è lo strumento migliore per poter vivere questo aspetto. Ma sempre attraverso la mente l’archetipo dei Gemelli vuole scoprire quello che c’è oltre la mente stessa, vuole andare anche oltre la materia: infatti l’elemento che contraddistingue i Gemelli è l’aria e andare oltre la mente, vivendo nel movimento, nello scambio, nel contatto, si vuole fare esperienza di ciò che sfugge costantemente alla nostra mente, ossia l’Anima. Oltre la mente bisogna contattare quello che viene definito il sentire, perché attraverso il sentire possiamo fare esperienza di ciò che è l’anima, e per un Gemelli questo è un problema, perché si rende conto che vi è questo aspetto, la parte animica, la parte spirituale, ma fa fatica a contattarla, a viverla, a percepirla.

Consideriamo un altro aspetto di questa energia che sono i Gemelli. L’archetipo dei Gemelli è connesso a una delle Sephirot della cabala ebraica, sull’Albero della Vita, il cui nome è Hod. Hod significa la visione dello splendore e la gloria di Dio, ossia la comprensione con la mente di ciò che è il divino. Un altro significato la Sephira Hod significa anche cura di Dio: curare significa riportare ad Unità ciò che è separato. La malattia è divisione, la guarigione è riportare all’Unità. Quindi il significato di Hod, questa Sephira sull’Albero della Vita, ci vuole ricordare che dobbiamo riconnetterci, tornare ac unirci, a unire ciò che è separato; e questo va fatto attraverso la mente. Possiamo dunque riassumere il significato di Hod nel vedere l’Unità nella molteplicità, ed è quello che stavamo giusto appunto poco fa dicendo. Finché siamo nella dualità siamo destinati a prendere una parte: ma possiamo darci la possibilità di vedere l’Unità che c’è dietro questa divisione, questa molteplicità. Ed è proprio questo che riassume il significato più profondo della dualità, che è un costante strumento di crescita, che ci pone davanti delle esperienze da vivere, che devono avere come comune denominatore il fatto che ci devono portare verso il riconoscere l’Unità che c’è dietro ogni apparente divisione.

E’ un po’ come riconoscere negli occhi di chi è attorno a noi la stessa luce che c’è nei nostri occhi; è un po’ come riconoscere la presenza del divino nel prossimo, lo stesso divino che vive in me; è come riconoscere un substrato comune che c’è dietro ogni apparente divisione; è come se il 2 tornasse all’1.

Ecco, la dualità ci fa fare l’esperienza del 2, ed il nostro compito è vedere l’Unità, l’1 che vi è dietro ogni manifestazione, ogni apparente separazione ed i conflitti, la guerra che si sta continuamente mostrando soprattutto in questi giorni, ma che in realtà è sempre stata presente su questa terra. E’ come se ci ricordasse che siamo immersi nel 2, che ci sono sempre due parti in conflitto che apparentemente sembrano lontane ed inconciliabili; ma è solo un’apparenza, è solo un’illusione. Perché dietro ogni diversità, c’è sempre la stessa matrice, come dicevamo prima, lo stesso substrato. Finché non lo riconosciamo saremo obbligati a prendere una parte.

Quando ci sediamo a meditare (facciamo un salto ora alla pratica meditativa), è come se volessi trascendere la dualità, di cui siamo composti, per tornare all’1, per tornare alla fonte, il 2 che torna a essere 1.

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