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“L’Altro, lo Specchio dell’Anima” – Episodio 20 – 291125

Ciao a tutti, siamo nuovamente assieme in questo nuovo episodio delle nostre Condivisioni ed Ispirazioni. Questa sera vorrei riprendere un po’ un tema già visto, magari di sfuggita in passato, un tema che ha a che fare con quella che è chiamata normalmente la Legge dello Specchio.

In questo ambito non possiamo che dare una grande importanza alla presenza degli altri o dell’altro, per dir si voglia, nella nostra vita, il tema delle relazioni, qualsiasi esse sia o di qualsiasi tipo, e vedere come la presenza dell’altro possa essere di grande aiuto, di grande ispirazione. Questo dipende unicamente dal nostro grado di consapevolezza, da quale stato di coscienza vogliamo osservare le dinamiche che si creano nelle relazioni, nel rapportarci agli altri. In base al livello di coscienza che mettiamo, possiamo osservare ciò che accade, ciò che gli altri inducono in noi, cosa le relazioni vanno a risvegliare del nostro passato.

Perché il passato ha grande peso nel nostro presente, lo sappiamo bene. Nella misura in cui siamo liberi dal passato possiamo vivere relazioni più equilibrate, più sane. Dicevamo, quale stato di coscienza mettiamo nel relazionarci agli altri? Se vediamo negli altri la causa delle nostre sofferenze, ci stiamo posizionando in uno stato di coscienza piuttosto basso, come se non ci mettessimo in discussione, come se fossimo vittime di ciò che attorno a noi accade, continuando a pagarne le conseguenze. Ecco, se restiamo in questo stato di coscienza, l’altro sarà sempre il nostro carnefice.

Quello che accade sarà sempre più forte, ci creerà sofferenza. Entriamo nell’ordine delle idee che dobbiamo combattere, difenderci, per tenere lontano tutto ciò che può farci soffrire, affinché il rapporto con gli altri possa diventare evolutivo, abbiamo bisogno di vedere le cose da un punto di vista un po’ più elevato.

Dobbiamo portare la coscienza un po’ più in alto e cominciare a vedere ciò che accade attorno a noi come simbolo di quello che è dentro di noi. E così, se guardiamo da questo punto di vista, le relazioni diventano uno strumento evolutivo, perché l’altro ci mostra esattamente chi siamo, qual è il nostro livello energetico, dove possiamo migliorare, quale dolore ci portiamo dietro, quanto il passato sta influendo sul nostro presente. E così l’altro, diventando simbolo di ciò che portiamo con noi nella nostra storia, nel nostro passato, ci può dare quella spinta, quell’ispirazione a rielaborare, analizzare, trasformare, integrare tutto ciò che è ancora irrisolto dentro di noi.

Se a un livello di coscienza più basso il mondo esterno e l’altro stimola delle reazioni in noi e attraverso queste reazioni diamo colpe agli altri rispetto alla nostra sofferenza, quando eleviamo la coscienza osserviamo queste reazioni come un rimando a ciò che del passato è ancora presente in noi e l’ispirazione che riceviamo è quella di osservare meglio noi stessi e con coraggio affrontare le nostre ombre.

Siamo noi al centro dell’universo e l’universo passa attraverso i nostri occhi, attraverso la nostra vibrazione, la nostra qualità energetica e si manifesta in relazione a questo. E così l’altro, le relazioni, non possono essere altro che un simbolo di ciò che siamo, dell’energia che portiamo con noi, perché è il nostro universo, nasce e muore attraverso di noi: se continuiamo a elevare la coscienza e osservare la realtà per quello che è, arriveremo anche a ringraziare l’altro.

A ringraziarlo perché ci dà l’opportunità di cambiare, ci dà l’opportunità di prendere in mano ciò che per tanto tempo abbiamo evitato di guardare, ci dà la possibilità di trasformare quelle parti di noi che creano una realtà nella quale troviamo sofferenza. Parte tutto sempre da noi ed è per questo che, come dicevamo all’inizio, le relazioni, il rapporto con l’altro è così importante, perché è come se venisse mostrato a noi in tre dimensioni tutto ciò che portiamo dentro di noi nella stessa misura e vibrazione energetica: dipende solo da noi.

Più seguiamo le indicazioni che l’altro ci restituisce, più possiamo liberarci dal passato.

E quando siamo liberi dal passato che cosa possiamo fare di così straordinario se non iniziare a scrivere la nostra storia? perché quella che abbiamo scritto finora è stata macchiata, è stata distorta da tutte le esperienze del nostro passato che ancora non avevamo compreso e integrato.

Ecco il rapporto con l’altro ci dà questa opportunità infine di scrivere la nostra storia, la nostra vera storia che non ha più a che fare con ciò che di irrisolto ci portavamo nel passato, ha solo a che fare con ciò che veramente siamo, con la nostra realtà, la nostra verità interiore.

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