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“Nella Materia, lo Spirito” Episodio 02 – 210525

Ed eccoci con questo secondo episodio di questo nuovo appuntamento con queste sorte di riflessioni, considerazioni, condivisioni riguardo quello che accade nella mia esperienza personale ma che poi in realtà è qualcosa di molto più ampio. Il rapporto con gli altri, con le situazioni attorno a me stimola un costante aggiornamento, una costante crescita nella presenza, nell’osservare, nel capire, nel comprendere, nel discernere. E vorrei in questo episodio riprendere un filo conduttore che abbiamo iniziato a tessere già nel primo episodio.

In particolare vorrei riprendere l’archetipo zodiacale del Toro. Sicuramente queste riflessioni, questo appuntamento che ci stiamo dando non vuole essere nulla di prettamente astrologico, ma ritengo che l’astrologia sia una scienza talmente preziosa che può essere spesso applicata alla realtà che viviamo, che può darci grandi spunti di riflessione e può inoltre collegarci a tanti valori spirituali; quei valori spirituali che ognuno di noi nel suo percorso è poi chiamato a sviluppare, a migliorare, a integrare. E così se andiamo un po’ a riprendere quello che significa, come energia, come valori, questo segno zodiacale, ci troviamo di fronte a quello che è il rapporto con la materia.

In primis con il nostro corpo. La materia sappiamo bene è un costante stimolo, ma è anche una via di fuga per certi versi. La materia è una sorta di campo di battaglia dove possiamo crescere, migliorarci, a volte anche perderci in mille labirinti, in strade sbagliate, in vicoli ciechi, in tornanti o in ripide discese.

Sicuramente il Toro ci vuole insegnare ad avere un rapporto con la materia sano, ossia senza farci possedere dalla materia. Il Toro è veramente un simbolo eccellente di questo principio, perché il toro può essere soggiogato dalla materia e quindi essere costretto a tirare un carretto ed essere sostanzialmente schiavo, oppure può essere il Toro combattente che vuole vincere sulla materia e liberarsi dalla materia. Il Toro ci dà anche così una grande ispirazione affinché possiamo dare il giusto valore alla materia, materia che deve continuamente supportare la nostra parte spirituale.

Come appena detto il contatto con la materia ci stimola la crescita e quindi l’energia del Toro è come se ci donasse quell’energia affinché, attraverso la materia, possiamo ritrovare lo spirito. In questo tipo di energia c’è insito quello che viene chiamato sacrificio. D’altronde il pianeta collegato al toro è Venere e Venere nasce da qualcosa di addirittura violento.

Venere nasce dall’evirazione di Urano da parte di Saturno, un gesto violento, sanguinoso, eppure da tutto ciò nasce la bellezza più splendente che è quella di Venere. Quindi nell’idea e nell’energia che ci trasmette il Toro c’è anche il sacrificio, il sacrificarsi per gli altri, il prendersi cura degli altri. C’è l’idea del germogliare, del far germogliare gli altri e portarli fino alla fioritura, fino alla massima espressione del loro talento.

L’energia del Toro ci dona anche l’ispirazione verso un altro fondamentale principio spirituale che è la pazienza, il saper attendere, il saper restare in attesa, il restare con la pazienza che ci collega a ciò che è infinito, ossia oltre il tempo e oltre lo spazio. E la pazienza ci ispira a riconoscere sempre di più ciò che c’è oltre la materia, nel restare, nell’attendere, come quando siamo seduti a meditare, un continuo restare senza aspettarsi nulla, continuando a stare nell’eterno presente.

Un altro elemento di questa energia che ci ispira da un punto di vista spirituale è il fluire nel cambiamento. Ecco, l’energia del Toro fa un po’ fatica a stare in questa modalità perché il Toro non vuole muoversi e vuole lasciare le cose così come sono. Il fluire nel cambiamento è anche il non attaccamento, uno dei principi spirituali più importanti che nel yoga viene tradotto in l’ultimo dei cinque yama, ossia le prescrizioni, il primo ramo dello yoga, perché se non siamo attaccati alle cose possiamo stare nel cambiamento, possiamo soprattutto lasciare andare. Quel lasciare andare di cui parlavamo nell’episodio precedente. Alla fine Toro e Scorpione sono segni opposti che si sostengono a vicenda, si integrano a vicenda, quindi lo Scorpione col suo lasciare andare insegna al Toro lo stare nel cambiamento.

Quindi questa energia da un punto di vista spirituale è di grande ispirazione, ci porta verso quello che possiamo definire qualcosa di veramente importante per la nostra evoluzione, il pazientare, l’avere un giusto rapporto con la materia, lo stare nel cambiamento, fluendo con la vita, il mettere gli altri nelle condizioni migliori affinché possano fiorire, così come far fiorire i propri talenti usando la materia che abbiamo a disposizione affinché possiamo sempre di più supportare e riconoscere lo Spirito che è dentro di noi. Ogni volta che ci sediamo a meditare abbiamo questa occasione, dal nostro corpo, dalla materia di cui siamo composti abbiamo l’occasione di percepire e ritrovare la scintilla infinita che è la nostra vera natura e ogni volta che ci sediamo a meditare questo è il nostro obiettivo, trascendere la materia e tornare allo Spirito. Ed è questo il più bello augurio che posso fare a me stesso, che ogni volta che mi siederò da qui in avanti a meditare, così come cerco costantemente di ispirare gli altri a provare a fare questo.

Certo la materia è molto densa e per certi versi è difficile da superare, sganciarsi da essa, perché alla fine esprimiamo un certo attaccamento rispetto al nostro corpo, vorremmo non cambiasse mai, cerchiamo di preservarlo ed è proprio questa l’energia che il nostro Toro vuole comunicarci. Quindi diamoci questa possibilità, quella di, a poco a poco, rimuovere tutti quei ganci, quelle connessioni, quelle zavorre, quelle catene per certi versi, che ci tengono attaccati al nostro corpo, alla materia di cui siamo composti; ma sappiamo che dentro questa materia comunque c’è quella scintilla che possiamo ritrovare. I Maestri dicevano che se osservi un’oliva non puoi immaginare quanto olio sia celato in quel frutto, così come in un arancio, ma quando lo spremi il succo diviene evidente, anche se in apparenza non era così.

Ribadisco il mio augurio, che meditazione dopo meditazione abbiamo tutti l’occasione di ritrovare questa scintilla divina che ci pervade, che pervade la nostra materia e anche se non sembra, nell’oliva c’è più olio di quello che pensiamo.

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