Ciao a tutti, ben ritrovati. Nuovo appuntamento con le nostre condivisioni ed ispirazioni. Questa sera è il 14 dicembre, mancano pochi giorni a Natale, e siamo all’ingresso del periodo del segno del Sagittario secondo l’astrologia vedica. Mancano pochi giorni a Natale come dicevamo, mancano anche pochi giorni al solstizio d’inverno, che è un altro momento astrologico e anche spirituale, molto interessante.
Siamo nel momento dell’anno in cui la maggior parte della giornata è al buio, il buio predomina, la luce ha sempre meno spazio, si riduce sempre di più in questi giorni. Il sole fatica a salire verso il cielo, descrivendo un movimento piuttosto basso sull’orizzonte, ma nonostante questo ci scalda, in particolare oggi è una giornata molto piacevole. Ma dicevamo che la luce simbolicamente si sta riducendo, dà l’impressione di volersi quasi spegnere, affievolire, la sua forza appare sempre più ridotta. Ma è soltanto un passaggio, lo sappiamo. Perché a breve questa luce rinascerà, con tutti i significati simbolici che porta con sé. E vorrei in questo appuntamento con voi parlare e osservare un po’ questi significati, condividerli, approfondirli, renderci sempre più consapevoli dell’importanza di questo momento dell’anno e come può diventare simbolo e metafora anche della nostra pratica meditativa.
Partiamo dal segno del Sagittario. Il Sagittario è un segno che parla di elevazione, parla di trionfo, parla di superamento dei propri confini. Il Sagittario arriva dopo il periodo dello Scorpione in cui, come abbiamo accennato, siamo stati chiamati a immergerci in noi stessi e trasformarci. Dopo questo momento di profondità abbiamo bisogno di rinascere. Ecco, questo è proprio il momento del Sagittario. Il Sagittario ha a che fare con la religio, che in latino significa rilegare, mettere assieme. Il Sagittario quindi è connessione con il Divino, connessione con la nostra parte spirituale, e ritrovare quella parte di noi così elevata, così importante, così distante dalla materia. Il pianeta che è collegato al Sagittario è il maestro dei pianeti, Giove, in sanscrito viene chiamato Guru. Giove è il più grande tra i pianeti, è magnanimo che infonde abbondanza, saggezza.
Ecco, questi significati ci vogliono ricordare come in questo momento dell’anno dobbiamo andare oltre, andare oltre i nostri confini, nascere in una nuova luce, un po’ come è il significato del nostro solstizio che stiamo per affrontare, che stiamo per vivere ancora prima del Natale, anche se poi in realtà la simbologia del solstizio e del Natale va un po’ sovrapporsi.
Il solstizio nella tradizione pagana, precedente alla nostra cultura cristiana, prendeva il nome di Lule, la notte più lunga dell’anno, ed il solstizio proprio ricorda come è il momento in cui c’è la necessità di nascere nuovamente alla luce, è proprio il momento in cui la luce, pur apparendo più limitata, inverte il proprio trend, il proprio percorso per tornare a crescere.
Simbolicamente in Natale possiamo definirlo come la nascita della Coscienza Cristica, proprio perché nel Natale viene celebrata la nascita del Maestro Gesù Cristo, diventa simbolo della nascita di un nuovo tipo di coscienza, e nel Sagittario accade proprio questo.
Come dicevamo stiamo rinascendo dopo quel periodo di rielaborazione verso la nostra parte più pura, più spirituale, e come vi dicevo questo periodo dell’anno diventa anche un po’ simbolo della nostra pratica spirituale, della nostra meditazione, ma anche della nostra ricerca spirituale. Ogni volta che ci sediamo a meditare ci immergiamo nell’oscurità, chiudendo gli occhi, proprio come accade in questo periodo dell’anno. E nella pratica meditativa stiamo in attesa che ritorni la luce. Chi ha praticato e pratica la meditazione sa bene di cosa parlo, perché accade che a un certo punto mentre si medita, appare una luce come una stella proprio lì al centro della fronte, quella luce che stiamo cercando, che vogliamo vedere rinascere dentro di noi.
E quella luce non è altro che la consapevolezza di quella parte spirituale che nella maggior parte dei casi, nello stato di sveglia, mentre siamo immersi nel mondo attorno a noi, tende a sfuggirci. Ecco la pratica spirituale diventa un po’ simbolo proprio di questa ricerca della luce, quella luce che attorno a noi in questo momento dell’anno è così apparentemente debole. Ecco, quando meditiamo ci immergiamo e andiamo a cercarla questa luce, la vogliamo riportare al centro della nostra coscienza.
Il solstizio e il Natale coincidono proprio con il ritorno di questa luce, con la nascita della Coscienza Cristica, cioè con la consapevolezza di essere quella luce, completamente immersi in quella luce. E quella luce compare in quella parte del nostro corpo energetico che viene definito l’occhio spirituale. Nella cultura indiana è il sesto chakra, Ajna Chakra, ed è simbolizzato da una stella su un campo blu circondato da una corona dorata.
E questi tre campi che sono concentrici e che simboleggiano il nostro occhio spirituale non sono altro che, da un punto di vista psicologico, la nostra colonna vertebrale astrale. Il nostro corpo astrale è quel corpo fatto di pura energia che ha più o meno la forma del nostro corpo, ed al proprio centro, così come nel nostro corpo fisico, ha una colonna vertebrale. Questa colonna di energia è il centro della nostra parte energetica e viene chiamata Sushumna. È un canale energetico formato da tre canali concentrici. E quello più interno, chiamato Brahmanadi, è come un capello molto sottile al centro di questa colonna che non è altro che la nostra parte più profonda, intensa, la nostra parte divina. Una luce bianca di grande intensità e che viene proiettata proprio all’interno, al centro della nostra fronte, in quello che è il nostro occhio spirituale.
Quella luce che assomiglia a una luce nel cielo notturno, quella stella, può diventare una guida, un punto di riferimento. Ed è proprio quello che il Sagittario simbolicamente vuole ispirarci, vuole comunicarci. Ci vuole ricordare che il punto di riferimento del nostro cammino, della nostra crescita, non deve essere altro che la nostra parte spirituale.
Quella luce che diventa punto di riferimento come una stella polare per viaggiare dentro noi stessi, verso la piena consapevolezza di questa realtà spirituale. Oltre la materia, oltre tutte le nostre parti sottili, emotive, mentali, ci immergiamo nello Spirito riconoscendoci come tale. Ecco, questo vuole essere anche un augurio per ciascuno di noi nel proprio proseguire il cammino verso noi stessi, per ricordarci costantemente che non siamo altro che quella luce, quella stella al centro del nostro occhio spirituale e quando siamo lì abbiamo tutto ciò che ci serve.